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È bene aprire questa sezione definendo quelli che sono i punti fondamentali di una sana ed etica alimentazione, precisando che, con questo, non si vuole imporre alcun tipo di credo o filosofia; si tratta semplicemente di chiarire alcuni concetti in ambito alimentare quali “naturale”, “vegetale” ed “integrale”.

NATURALE: “aggettivo di qualcosa collegato alla natura o che ha in essa la propria origine”

Va da sé che parlando di alimentazione naturale sono inclusi tutti quegli alimenti che non sono stati precotti e preconfezionati e quindi che non hanno subìto modifiche, bensì ciò che la natura ci offre, tale e quale. Ma mangiare è anche un concetto strettamente culturale e per come siamo stati abituati, sentiamo il bisogno di cambiare, provare nuovi sapori, ci piace variare a tavola, ci piace sperimentare diverse cucine e sappiamo bene che mangiare è uno dei bisogni e piaceri terreni che ci fornisce delle basi e ci rende uomini. L’aspetto positivo di tutto ciò è che, malgrado l’industria alimentare e la grande distribuzione abbia apportato grandi cambiamenti anche in negativo, oggi, mangiare naturale e allo stesso tempo sentirsi soddisfatti e felici di farlo, è qualcosa di possibile. Dunque, per alimentazione naturale si intende nutrirsi attraverso i frutti della terra che siano lavorati il meno possibile; dare spazio a cereali, legumi, verdura e frutta.

VEGETALE: non è così difficile comprendere che mangiare naturale implica mangiare vegetale, cibo più consono all’uomo e al suo apparato digestivo; la natura ci offre numerosi vegetali dai svariati colori, forme, consistenze e soprattutto sapori che, se abbinati tra di loro e intelligentemente inseriti in un’alimentazione varia, con tipi di cotture differenti, non hanno nulla da invidiare al cibo di origine animale che al contrario causa notevoli problematiche nel tempo sia sul piano fisico, che su quello psicologico, senza approfondire la questione spirituale.

INTEGRALE: Il discorso rispetto all’”integrale” va di pari passo col “naturale”. Il cibo raffinato e di conseguenza, cibo ricavato da processi meccanici a livello industriale, è un cibo vuoto, morto. Può essere digerito (almeno in parte), può essere espulso dal nostro organismo, ma fondamentalmente non è cibo perché se il cibo è qualcosa che ci dà nutrimento ed energia, i prodotti raffinati non dovrebbero essere inclusi in questa categoria. Con “alimenti integrali” si intende quindi tutto quel cibo integro, completo, la cui struttura originaria non è andata persa, intaccata, che contiene ancora tutti i suoi nutrienti; un cibo integrale è ricco, pieno di vita e può quindi trasferire vitalità all’organismo.

Il centro Ananda Balasana organizza corsi e momenti di sensibilizzazione per approfondire molti dei temi qui solamente accennati.

ALCOL

Le bevande alcoliche quali birra, vino nonché alcuni “digestivi” e liquori, sono ampiamente inclusi nella tradizione culinaria del nostro paese così come in quella di molti altri.
In particolare, in molte famiglie italiane, è piacevole abitudine consumare uno, o più bicchieri di vino a pasto. Si sente dire spesso che “il vino fa sangue” o che bere un bicchiere di vino ogni tanto non fa male, che distende i nervi o addirittura aiuta la digestione del pasto a cui si accompagna.
Purtroppo, anche questa volta, devo smentire tutti questi luoghi comuni e credenze in primo luogo chiarendo un concetto fondamentale ossia che

vino, birra, liquori, grappe, digestivi, amari,... = ALCOL

“Il vino non è un prodotto naturale: la natura non fa il vino. Esso è il frutto della genialità umana, e perciò un prodotto culturale.”

Questo articolo non vuole fare terrorismo psicologico, vuole però sensibilizzare, nella stessa maniera degli altri articoli, il lettore che si avvicina ad un’alimentazione naturale e più sana.
Mi sembra perciò di evidente necessità trattare, in questo contesto, a proposito di cosa sia realmente l’alcol piuttosto che ribadire quei concetti di tradizioni, cultura e piaceri della vita che vogliono solamente andare a giustificare una scelta non del tutto consapevole.

METABOLISMO

L'etanolo (o alcol etilico) è anche chiamato, per antonomasia, semplicemente alcol essendo alla base di tutte le bevande alcoliche.
L'etanolo, dopo essere ingerito, viene rapidamente assorbito dallo stomaco e dall'intestino tenue e si distribuisce in tutta l'acqua corporea.
La maggior parte (circa il 90%) dell'etanolo viene metabolizzato nell'organismo, mentre una piccola parte viene eliminata nelle urine, nel sudore e nell'aria espirata.
Il metabolismo comincia già nello stomaco ma per lo più avviene nel fegato per opera di una serie di reazioni di ossidazione mentre una piccola quantità circola nel sangue senza provocare alcun effetto.
Alcuni gruppi etnici hanno capacità metaboliche differenti. Ad esempio nel 50% degli asiatici è presente una variante genetica che comporta una minore tolleranza e l'insorgere di una sindrome alcolica a dosi etiliche più basse.

CONCENTRAZIONE ALCOLEMICA

Questo elenco riporta le sensazioni più frequenti, gli effetti progressivi e le abilità compromesse sul nostro organismo con l'assunzione di alcol nel corpo.

• 0 g/l nessuna sensazione, nessun effetto.
• da 0,1 g/l a 0,2 g/l Iniziale sensazione di ebrezza. Iniziale riduzione delle inibizioni e del controllo.
Questa concentrazione di tasso alcolemico genera affievolimento della vigilanza, attenzione e controllo. Iniziale riduzione del coordinamento motorio. Iniziale riduzione della visione laterale. Nausea.
• da 0,3 g/l a 0,4 g/l Sensazione di ebrezza. Riduzione delle inibizioni, del controllo e della percezione del rischio.
Questa concentrazione di tasso alcolemico genera riduzione della capacità di vigilanza, attenzione e controllo. Riduzione del coordinamento motorio e dei riflessi. Riduzione della visione laterale. Vomito.
• da 0,5 g/l a 0,8 g/l Cambiamento dell'umore. Nausea, sonnolenza. Stato di eccitazione emotiva.
Questa concentrazione di tasso alcolemico genera riduzione della capacità di giudizio. Riduzione della capacità di individuare oggetti in movimento e della visione laterale. Riflessi alterati. Alterazione delle capacità di reazione agli stimoli sonori e luminosi. Vomito.
• da 0,9 g/l a 1,5 g/l Alterazione dell'umore. Rabbia. Tristezza. Confusone mentale. Disorientamento.
Questa concentrazione di tasso alcolemico genera compromissione della capacità di giudizio e di autocontrollo. Comportamenti socialmente inadeguati. Linguaggio mal articolato. Alterazione dell'equilibrio. Compromissione della visione, della percezione di forme, colori, dimensioni. Vomito.
• da 1,6 g/l a 3,0 g/l Stordimento. Aggressività. Stato depressivo. Apatia. Letargia.
Questa concentrazione di tasso alcolemico genera compromissione grave dello stato psicofisico. Comportamenti aggressivi e violenti. Difficoltà marcata a stare in piedi o camminare. Stato di inerzia generale. Ipotermia. Vomito.
• da 3,1 g/l a 4,0 g/l Stato di incoscienza.
Questa concentrazione di tasso alcolemico genera allucinazioni. Cessazione dei riflessi. Incontinenza. Vomito. Coma con possibilità di morte per soffocamento da vomito.
• oltre i 4,0 g/l Difficoltà di respiro, sensazione di soffocamento. Sensazione di morire.
Questa concentrazione di tasso alcolemico genera battito cardiaco rallentato. Fame d'aria. Coma. Morte per arresto respiratorio.

EFFETTI SULL’ORGANISMO

SISTEMA NERVOSO CENTRALE

L'etanolo ha un effetto di depressione del sistema nervoso centrale, un effetto ansiolitico e provoca disinibizione comportamentale.
La somministrazione cronica causa sindromi neurologiche irreversibili come la Sindrome di Wernicke o la Sindrome di Korsakoff, dovute all'etanolo stesso o ai suoi metaboliti, o secondarie alla carenza di tiamina che viene costantemente osservata negli alcolisti. La maggior parte degli etilisti cronici mostra un grado di demenza associato a un ingrossamento dei ventricoli misurabile con tecniche di imaging cerebrale. Può anche essere presente degenerazione del cervelletto e in altre regioni encefaliche.

SISTEMA CARDIOCIRCOLATORIO

L'alcol ha numerosi effetti acuti e cronici sull'apparato circolatorio. L'ingestione di etanolo provoca vasodilatazione cutanea e un aumento del flusso sanguigno a livello gastrico, con aumentata perdita di calore (che dà la tipica sensazione di calore). La perdita di calore fa diminuire la temperatura corporea, cosa che, associata a un effetto depressorio sui centri regolatori della temperatura a livello centrale, aumenta il rischio di morte per ipotermia.
L'alcol inoltre ha degli effetti a livello cardiaco: provoca aritmie (prolungamento dell'intervallo QT nell'elettrocardiogramma) e deprime la contrattilità del muscolo cardiaco, portando a lungo termine a una cardiomiopatia. Inoltre provoca aumento della pressione sanguigna. Questi ultimi elementi insieme sembrano essere alla base dell'aumento di incidenza di infarto che si osserva in chi beve tra i 40 e i 60 grammi di alcol al giorno.

APPARATO URINARIO

L'alcol stimola la diuresi a causa di una inibizione del rilascio di vasopressina da parte dell'ipofisi posteriore. Il consumo cronico di alcol provoca tolleranza a questo effetto. L'aumento della diuresi è anche spiegato dall'aumento del volume e quindi della pressione del sangue, dovuti all'ingestione della bevanda, ma anche dall'effetto vasodilatatore dell'alcol, e quindi all'aumento di pressione: bere alcolici per dissetarsi quindi diventa controproducente.

APPARATO GASTROENTERICO

L'ingestione di alcol provoca un aumento della secrezione salivare e gastrica, effetti riflessi prodotti dal gusto e dall'azione irritante di alte concentrazioni di etanolo a livello gastrico.
In bevitori cronici di alcol si osserva generalmente malassorbimento a livello intestinale e diarrea, probabilmente dovuti a cambiamenti morfologici dell'epitelio intestinale (con un appiattimento dei villi) e una diminuzione degli enzimi digestivi.
L'alcol ha un effetto tossico sia acuto che cronico sul pancreas, provocando pancreatiti probabilmente per una azione tossica diretta sulle cellule degli acini pancreatici.
I maggiori effetti tossici si osservano nel fegato. Uno dei primi effetti della tossicità è l'accumulo di grasso (lipidosi), che avviene anche dopo l'assunzione di dosi relativamente basse. Il danno epatico progredisce verso un'irreversibile necrosi e fibrosi epatica: l'aumento ematico della gamma GT è un ottimo indice di danno epatico. La cirrosi è fattore di rischio per l'epatocarcinoma (HCC).

APPARATO GENITALE

Sia l'esposizione acuta che cronica all'alcol provoca impotenza nell'uomo. Circa il 50% degli etilisti cronici di sesso maschile sono impotenti e mostrano segni di femminilizzazione testicolare e ginecomastia. Questi effetti sono sia secondari a un'alterata funzione dell'ipotalamo, che diretti sulle cellule di Leydig, provocando una inibizione della sintesi steroidea testicolare.
L'effetto sulla funzione sessuale nelle donne è meno noto, ma in donne alcoliste è stata segnalata una diminuzione della libido e della lubrificazione vaginale e alterazioni del ciclo mestruale.

ONCOGENICITA’

Il consumo di alcol etilico è un fattore di rischio per una vasta gamma di tumori. L’etanolo è una sostanza dichiarata cancerogena dall'OMS. Le bevande alcoliche sono classificate dallo IARC cancerogeni di classe 1, quindi responsabili della formazione di tumori, categoria che accomuna in maniera similare fumo di sigaretta e amianto, sia per l'effetto diretto dell'etanolo che per l'effetto del suo primo metabolita, l'acetaldeide. L'alcol etilico è considerato un fattore causale per il tumore al fegato; un fattore di rischio elevato per il tumore alla cavità orale, alla faringe, alla laringe e all'esofago; un fattore di rischio per il tumore all'intestino e alla mammella.

EFFETTI SECONDARI

Gli etilisti tendono a sostituire con le bevande alcoliche gran parte degli altri alimenti della dieta, e questo li predispone a deficienze nutrizionali, in particolare gravi carenze di vitamine del gruppo B. La carenza di tiamina è alla base di una serie di patologie tipicamente osservate negli etilisti, come la neuropatia periferica, la psicosi di Korsakoff e l'encefalopatia di Wernicke.

EMBRIO E FETOPATIA

L'assunzione di alcol durante la gravidanza provoca effetti tossici gravi sull'embrione e sul feto. Nel primo trimestre aumenta significativamente il rischio di aborto spontaneo. Nel bambino si osserva tipicamente la sindrome alcolica fetale, caratterizzata da tre condizioni: anomalie craniofacciali (tra cui microcefalia), disfunzioni del sistema nervoso centrale (iperattività, deficit di attenzione, ritardo mentale e disfunzioni dell'apprendimento), difetti del setto interatriale nel cuore e rallentamento della crescita. L'incidenza della sindrome alcolica fetale negli Stati Uniti è di circa 0,5-1 bambino su 1000 nati.

Le affermazioni sul vino come utile o necessario complemento per la salute del cuore e delle coronarie, quindi, sono giustificate esclusivamente dalla necessità di sostenere il commercio, la produzione e il consumo di questa bevanda che rappresenta una buona fetta della ricchezza economica del nostro paese. Ma si tratta di una ricchezza illusoria perché se si considerano le spese sanitarie per far fronte ai danni causati dall’alcol, si capisce subito che il bilancio va sempre in passivo.

“Ogni anno in Italia muoiono circa 25 000 persone per malattie causate dall’alcol. A queste vanno aggiunti circa 2 500 decessi per incidenti dovuti all’alcol.”.

Per concludere mi preme sottolineare ancora una volta che, anche se ormai accertato e ampiamente ribadito il potere antiossidante e antitumorale del resveratrolo, sostanza contenuta nel vino (in natura contenuto già nell’acino dell’uva), ciò che non viene mai puntualizzato è che per avere gli effetti terapeutici tanto declamati di questa sostanza bisognerebbe bere una quantità enorme di vino al giorno (almeno 5-10 litri), cosa del tutto impensabile. Non è che senza il vino restiamo a corto di antiossidanti. Quindi, ancora una volta, invece di giustificarci e giustificare un prodotto che arreca più danni che benefici, rinnovo a tutti voi l’invito a cominciare ad amarvi realmente attraverso delle scelte più consapevoli per il bene vostro e di chi vi sta intorno.

Fonti:

-wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Etanolo#Effetti_sull'organismo

-Riefoli Michele, Mangiar Sano e Naturale con Alimenti Vegetali Integrali, 2011